mercoledì 3 luglio 2013

sciroppo di menta da amariabianca


Impossibile resistere alla tentazione di questo rinfrescante sciroppo di menta,naturalmente è una ricetta di Mariabianca !

Una sera, mentre la mamma preparava la cena, il figlio undicenne si presentò in cucina con un foglietto in mano.
Con aria stranamente ufficiale il bambino porse il pezzo di carta alla mamma, che si asciugò le mani col grembiule e lesse quanto vi era scritto:
“Per aver strappato le erbacce dal vialetto:
Euro 3.
Per aver ordinato la mia cameretta:
Euro 5.
Per essere andato a comperare il latte:
Euro 0,50.
Per aver badato alla sorellina (3 pomeriggi):
Euro 9.
Per aver preso due volte “ottimo” a scuola:
Euro 5.
Per aver portato fuori l’immondizia tutte le sere:
Euro 4. Totale: Euro 26,50″.
La mamma fissò il foglio negli occhi, teneramente.
La sua mente si affollò di ricordi. Prese una biro e,
sul retro del foglietto, scrisse:
“Per averti portato nel grembo 9 mesi: Euro 0.
Per tutte le notti passate a vegliarti quando eri
ammalato: Euro 0.
Per tutte le volte che ti ho cullato quando eri
triste: Euro 0.
Per tutte le volte che ho asciugato le tue lacrime: Euro 0.
Per tutto quello che ti ho insegnato, giorno dopo
giorno: Euro 0.
Per tutte le colazioni, i pranzi, le merende, le cene e
i panini che ti ho preparato : Euro 0.
Per la vita che ti do ogni giorno: Euro 0.
Totale: Euro 0.
Quando ebbe terminato, sorridendo la mamma
diede il foglietto al figlio.
Quando il bambino ebbe finito di leggere ciò che
la mamma aveva scritto, due lacrimoni fecero
capolino nei suoi occhi.
Girò il foglio e sul suo conto scrisse: “Pagato”.
Poi saltò al collo della madre e la sommerse di baci.
Quando nei rapporti personali e familiari si cominciano a fare i conti, è tutto finito. L’amore è gratuito. O non è amore.“In un giorno caldo, preparai dei coni gelato e dissi ai miei quattro figli che potevano comprarli per un abbraccio.Quasi subito i ragazzi si misero in fila per fare il loro “acquisto”. I tre più piccoli mi diedero una veloce stretta, afferrarono il cono e corsero di nuovo fuori. Ma quando venne il turno di mio figlio adolescente, l’ultimo della fila, ricevetti due abbracci. “Tieni il resto” disse con un sorriso”.Bruno Ferrero – A volte basta un raggio di sole

Ingredienti:
1 litro di acqua bollente
1 kg di zucchero o anche un pò meno
4 mazzetti di menta fresca

Preparazione:

Raccogliere e lavare le foglie di menta,far bollire l'acqua in un pentolino e non appena bolle,spegnere il fuoco e aggiungere nella pentola le foglie di menta,coprire la pentola con un coperchio e  lasciare per una notte intera in infusione  .
La mattina successiva, filtrare l’acqua col colino  e metterla in una pentola  insieme allo zucchero e far bollire  dieci minuti circa.
Lo sciroppo è pronto,aspettare che si raffreddi  per travasarlo in alcune bottiglie.
Conservare in frigo e consumare miscelato ad acqua frizzante fresca! 

sabato 15 giugno 2013

torta ariel per vittoria e budino al cioccolato senza uova e senza colla di pesce


Oggi scrivo la ricetta di un semplice e buono budino al cioccolato preparato per il compleanno di Vittoria, insieme alla bellissima torta di Ariel con pdz preparata da nonna Lina e Graziana


i coralli sembrano veri...





In un giardino ricco di fiori di ogni specie, cresceva, proprio nel centro, una pianta senza nome. Era robusta, ma sgraziata, con dei fiori stopposi e senza profumo. Per le altre piante nobili del giardino era né più né meno una erbaccia e non gli rivolgevano la parola.
Ma la pianta senza nome aveva un cuore pieno di bontà e di ideali.
Quando i primi raggi del sole, al mattino, arrivavano a fare il solletico alla terra e a giocherellare con le gocce di rugiada, per farle sembrare iridescenti diamanti sulle camelie, rubini e zaffiri sulle rose, le altre piante si stiracchiavano pigre.
La pianta senza nome, invece, non si perdeva un salo raggio di sole. Se li beveva tutti uno dopo l'altro. Trasformava tutta la luce del sole in forza vitale, in zuccheri, in linfa. Tanto che, dopo un po', il suo fusto che prima era rachitico e debole, era diventato uno stupendo fusto robusto, diritto, alto più di due metri.
Le piante del giardino cominciarono a considerarlo con rispetto, e anche con un po' d'invidia.
«Quello spilungone è un po' matto», bisbigliavano dalie e margherite.
La pianta senza nome non ci badava. Aveva un progetto. Se il sole si muoveva nel cielo, lei l'avrebbe seguito per non abbandonarlo un istante.
Non poteva certo sradicarsi dalla terra, ma poteva costringere il suo fusto a girare all'unisono con il sole.
Così non si sarebbero lasciati mai.
Le prime ad accorgersene furono le ortensie che, come tutti sanno, sono pettegole e comari. «Si è innamorato del sole», cominciarono a propagare ai quattro venti.
«Lo spilungone è innamorato del sole», dicevano ridacchiando i tulipani. «Ooooh, com'è romantico!», sussurravano pudicamente le viole mammole.
La meraviglia toccò il culmine quando in cima al fusto della pianta senza nome sbocciò un magnifico fiore che assomigliava in modo straordinario proprio al sole. Era grande, tondo, con una raggiera di petali gialli, di un bel giallo dorato, caldo, bonario. E quel faccione, secondo la sua abitudine, continuava a seguire il sole, nella sua camminata per il cielo.
Così i garofani gli misero nome «girasole».
Glielo misero per prenderlo in giro, ma piacque a tutti, compreso il diretto interessato.
Da quel momento, quando qualcuno gli chiedeva il nome, rispondeva orgoglioso: «Mi chiamo Girasole».
Rose, ortensie e dalie non cessavano però di bisbigliare su quella che, secondo loro, era una stranezza che nascondeva troppo orgoglio o, peggio, qualche sentimento molto disordinato. Furono le bocche di leone, i fiori più Coraggiosi del giardino, a rivolgere direttamente la parola al girasole.
«Perché guardi sempre in aria? Perché non ci degni di Uno sguardo? Eppure siamo piante, come te», gridarono le bocche di leone per farsi sentire.
«Amici», rispose il girasole, «sono felice di vivere con voi, ma io amo il sole. Esso è la mia vita e non posso staccare gli occhi da lui. Lo seguo nel suo cammino. Lo amo tanto che sento già di assomigliargli un po'. Che ci volete fare? il sole è la mia vita e io vivo per lui...».Come tutti i buoni, il girasole parlava forte e l'udirono tutti i fiori del giardino. E in fondo al loro piccolo, profumato cuore, sentirono una grande ammirazione per «l'innamorato del sole».
Bruno Ferrero

Ingredienti:
1 litro Latte
75 gr Amido o maizena

25 gr. cacao amaro
180 gr Zucchero

Preparazione:

io l'ho preparato col bimby ,ma col pentolino è lo stesso

Versa nel boccale del Bimby il latte, lo zucchero e l'amido. Emulsiona 20 Sec. Vel. 6.

poi  15 Min. 100° Vel.3 ed infine 10 Sec. Vel. 5-6.

Versare il composto nei bicchierini,far raffreddare e poi mettere in frigo 4 ore prima di servire!


martedì 21 maggio 2013

sfogliatelle di ragù


Degli eccellenti fagottini di pasta sfoglia con ragù....

"Il maestro raduna i suoi discepoli e domanda loro: "Da dove prende avvio la preghiera?". 
Il primo risponde: "Dal bisogno". Il secondo risponde: "Dall'esultanza. Quando esulta l'animo sfugge all'angusto guscio delle mie paure e preoccupazioni e si leva in alto verso Dio". Il terzo: "Dal silenzio. Quando tutto in me si è fatto silenzio, allora Dio può parlare". Il maestro risponde: "Avete risposto tutti esattamente. Tuttavia, v'è ancora un momento da cui prende avvio e che precede quelli da voi indicati. La preghiera inizia in Dio stesso. E' Lui ad iniziarla, non noi"."Bruno Ferrero
Ingredienti:
Per la sfoglia:

500 gr di farina 00 oppure 250 gr manitoba e 250 gr 00)
275 gr di acqua
25 gr di burro
8 gr di sale
60 gr di zucchero
20 gr di lievito di birra fresco

250 gr di burro per i giri della sfoglia


1 uovo per la spennellatura finale

Per il ragù:
500 gr  tritato
 1/2 cipolla,1 carota piccola, sedano,
150 gr piselli finissimi (anche in scatola), 
500 gr passata di pomodoro 
vino bianco,sale, pepe
Preparazione:

Soffriggere la cipolla,il sedano e la carota tagliuzzati finemente con l’olio extravergine d'oliva ed appena dorati aggiungere il tritato e  farlo rosolare a fuoco vivace, poi sfumare con il vino. Unire sale, pepe e la passata di pomodoro e far cuocere fino a quando il ragù non risulta denso, quasi asciutto.Circa 10 minuti prima di spegnere il ragù aggiungere i piselli (in scatola o comunque già cotti).Mentre faccio raffreddare il ragù lo metto in uno scolapasta per togliere l' eccesso di liquidi. Alla fine unire al ragù freddo pezzetti di mozzarella


Procedimentoper la pasta sfoglia:

Impastare tutti gli ingredienti nella planetaria o a mano, sale e burro a metà impasto, per circa 20 minuti, fino a che l'impasto è bello elastico. Mettere subito in frigo, coperto con pellicola, per 6 ore circa, a 4°/5° non di più.Per il seguito della procedura passo passo cercare la ricetta dei CORNETTI SALATI nella sezione RICETTE DI BASE oppure nella sezione PASTA SFOGLIA...
....e non appena è pronta, stendere la pasta sfoglia e ricavarne dei rettangoli 


in metà rettangolo aggiungere il ragù con dadini di mozzarella

chiuderli e spennellare la superficie   del fagottino col tuorlo dell'uovo

ed infornare a 180° fino a quando sono dorati 





domenica 5 maggio 2013

crostata con frolla Montersino e un trionfo fragoline

un'ottima crostata friabilissima con la ricetta della frolla di Montersino,e visto il periodo non potevano mancare le fragole! 
Un uomo fu condannato a 20 anni di carcere. Il suo problema era ovviamente ammazzare il tempo. 
Dopo alcuni mesi scoprì che alcune formiche risiedevano stabilmente sotto l'intonaco scheggiato della sua cella. Una di quelle formiche sembrava particolarmente dotata e il detenuto decise di ammaestrarla. Ci volle un sacco di pazienza, ma dopo cinque anni la formica ubbidiva agli ordini, ballava su un capello ben teso e faceva il doppio salto mortale. Altri cinque anni dopo, la meravigliosa (e longeva) formichina sapeva cantare tutte le canzoni di Sanremo. Cinque anni dopo la formica parlava correttamente quattro lingue. Stava per imparare la quinta quando l'uomo venne scarcerato. Si mise in tasca la preziosa formica nella speranza che gli servisse a guadagnare un mucchio di soldi esibendosi alla televisione. Uscito di prigione, andò diritto in un bar e, dopo aver bevuto, non resistette alla tentazione di sfoggiare la bravura della sua formica. La posò sul bancone e chiamò il barista: "Guardi questa formica!". Il barista, senza perdere un attimo di tempo schiacciò la formica dicendo: "La prego di scusarci signore". Tanti genitori ed educatori dedicano anni di fatica e di passione per educare i loro ragazzi. Spesso basta un attimo e il risultato di tanti sforzi va in rovina. Perché c'è sempre un malaugurato "barista" dietro l'angolo. E meglio addestrare elefanti che formiche.Bruno Ferrero



Alla ricetta di Montersino ho  aggiunto un cucchiaino di lievito per metà dose ;se si prepara la dose per intero,la frolla che non si utilizza si può congelare


INGREDIENTI:
- 400 gr di zucchero a velo
- 160 gr di tuorlo d'uovo
- 600 gr di burro ammorbidito
- 1 Kg di farina 00 setacciata
- 2 gr di sale (un pizzico)
- aromi (vaniglia, scorza  di limone, ecc.)PREPARAZIONE:setacciare la farina con il sale e il lievito(l'ho aggiunto io) e formare la fontana,fare un buco nel centro e metterci lo zucchero a velo,aggiungere i tuorli  sopra lo zucchero e  mischiarli bene con lo zucchero  (tenendo la farina sempre ai lati).Ora aggiungere il burro a pezzetti e la scorza di limone  e lavorare fino ad ottenere un impasto morbido.Far riposare la frolla in frigo per un'ora avvolta nella pellicola.
prima di utilizzarla dopo aver riposato,la frolla deve essere nuovamente lavorata un pò,perchè si rompe e non è facile da lavorare ,ma basta dividerla in pezzetti e reimpastarla ed è pronta per stenderla in una 
teglia imburrata e infarinata e infornare a 180° per 30 minuti circa.Io ho ricoperto il centro della crostata con carta da  forno e sopra ho  ho messo dei legumi secchi.

non appena la crostata si è raffreddata ho aggiunto la crema pasticcera
e fragole

fragoline

e aggiunto la gelatina chiara per frutta

Deliziosa!

lunedì 29 aprile 2013

torta minnie ginevra con pan di spagna senza lievito

Una ricetta di un buon pan di spagna senza lievito da farcire a piacere con ricotta o crema


Un vecchio rabbino domandò una volta ai suoi allievi da che cosa si potesse riconoscere il momento preciso in cui finiva la notte e cominciava il giorno.
"Forse da quando si può distinguere con facilità un cane da una pecora?"."No", disse il rabbino."Quando si distingue un albero di datteri da un albero di fichi?"."No", ripeté il rabbino."Ma quand'è, allora?", domandarono gli allievi. Il rabbino rispose: "E' quando guardando il volto di una persona qualunque, tu riconosci un fratello o una sorella. Fino a quel punto è ancora notte nel tuo cuore"."Abbiamo imparato a volare come gli uccelli, a nuotare come i pesci, ma non abbiamo imparato l'arte di vivere come fratelli" (Martin Luther King). Bruno Ferrero


Ingredienti:
6 uova
180 grammi di zucchero semolato
75 grammi di farina 00
75 grammi di fecola di patate
1 pizzico di sale
la scorza grattugiata di mezzo limone

Preparazione:

far  montare un robot da cucina  per 20 minuti  le uova intere,  lo zucchero e un pizzico di sale .
Poi aggiungere lentamente la farina e la fecola setacciate e giriamo con un mestolo facendo un movimento dal basso verso l'alto delicatamente.
Versare il composto in una teglia di 26 cm. circa, imburrata e infarinata.
Infornare a 160 gradi per  40 minuti circa .







giovedì 25 aprile 2013

spaghetti alla chitarra con spinaci e patè di olive nere





Deliziosissimi spaghetti alla chitarra con spinaci e patè di olive nere!

Un capomastro lavorava da molti anni alle dipendenze di una grossa società edile. Un giorno ricevette l’ordine di costruire una villa esemplare secondo un progetto a suo piacere. Poteva costruirla nel posto che più gradiva e non badare alle spese. I lavori cominciarono ben presto. Ma, approfittando di questa cieca fiducia, il capomastro pensò di usare materiali scadenti, di assumere operai poco competenti a stipendio più basso, e di intascare così la somma risparmiata. Quando la villa fu terminata, durante una festicciola, il capomastro consegnò al Presidente della società la chiave d’entrata. Il Presidente gliela restituì sorridendo e disse, stringendogli la mano: «Questa villa è il nostro regalo per lei in segno di stima e di riconoscenza».
Questi tuoi giorni sono i mattoni della tua casa futura…Bruno Ferrero
Ingredienti:
Per il patè:
olive nere 
olio extra vergine d'oliva
1 spicchio d'aglio 
 2 alici sott' olio

Per la pasta: 
spaghetti alla chitarra
spinaci lessi
pomodori secchi
1 spicchio d' aglio
Ricotta

Preparazione:per preparare il patè di olive nere ho frullato insieme le olive nere denocciolate ,l'aglio .le alici e l'olio. Ed è subito pronto ,ma per renderlo ancora più gustoso per aggiungerlo poi alla pasta ho aggiunto della ricotta

ed ho amalgamato il tutto


Poi in una pentola ho messo a soffriggere gli spinaci lessati e strizzati, uno spicchio d'aglio intero che poi ho tolto,e dei pezzetti di pomodoro secco. 


e non appena gli spaghetti erano cotti li ho passati in padella insieme al patè di olive e spinaci e fatto  cuocere per  1 minuto




Servire e mangiare subitissimoooo!












domenica 21 aprile 2013

genovesi di mariabianca

Dolcissime pasticciotte o genovesi come li chiama la mitica Mariabianca del blog panzaepresenza   da cui traggo ispirazione per tantissime ricette,sempre buone e soprattutto infallibili come questa!
Durante le vacanze, un uomo era uscito a passeggio in una foresta che si estendeva ai margini del villaggio dove si trovava. Errò per un paio d'ore e si perse. Girò a lungo nel tentativo di trovare la strada per tornare al villaggio, provò tutti i sentieri, ma nessuno lo portava fuori dalla foresta.
Improvvisamente si imbatté in un'altra persona che come lui stava camminando nella foresta e gridò: «Grazie a Dio c'è un altro essere umano. Mi può indicare la strada per tornare in paese?».
L'altro uomo gli rispose: «No, purtroppo anch'io mi sono perso. Ma c'è un modo per poterci essere d'aiuto: è quello di dirci quali sentieri abbiamo già provato inutilmente. Questo ci aiuterà a trovare quello che ci porterà fuori».
Un giorno, in un bosco molto frequentato scoppiò un incendio. Tutti fuggirono, presi dal panico. Rimasero soltanto un cieco e uno zoppo. In preda alla paura, il cieco si stava dirigendo proprio verso il fronte dell'incendio. «Non di là!» gli gridò lo zoppo. «Finirai nel fuoco!».
«Da che parte, allora?» chiese il cieco. «Io posso indicarti la strada» rispose lo zoppo «ma non posso correre. Se tu mi prendi sulle tue spalle, potremmo scappare tutti e due molto più in fretta e metterci al sicuro».
Il cieco seguì il consiglio dello zoppo. E i due si salvarono insieme.
Se sapessimo mettere insieme le nostre esperienze, le nostre speranze e le nostre delusioni, le nostre ferite e le nostre conquiste, ci potremmo molto facilmente salvare tutti.
Bruno Ferrero

Ingredienti:
1 kg farina 00
2 uova intere più due albumi
180 g di margarina
350 g di zucchero semolato
20 g di ammoniaca
100 ml di latte tiepido
2 bustine di vanillina
scorza grattugiata di limone
Preparazione:
Con la farina fare una conca e mettere tutti gli altri ingredienti e impastare bene.





condire la ricotta che precedentemente è stata messa a scolare perchè  deve essere asciutta ,e condire con zucchero e scaglie di cioccolato

 fare le sfoglie col  mattarello

Con una formina o un bicchiere ricavare  dei tondini 

mettere al centro delle cucchiaiate di ricotta

mettere sopra gli altri tondini di pasta e chiudere bene i bordi

Infornare a 180° fino a quando non saranno abbronzati...circa 20 minuti

 Spolverare con zucchero al velo e servire,buone sia calde che fredde, le mie son finite calde e prima di poter mettere lo zucchero al velo!
Brava Mariabianca!