martedì 21 maggio 2013

sfogliatelle di ragù


Degli eccellenti fagottini di pasta sfoglia con ragù....

"Il maestro raduna i suoi discepoli e domanda loro: "Da dove prende avvio la preghiera?". 
Il primo risponde: "Dal bisogno". Il secondo risponde: "Dall'esultanza. Quando esulta l'animo sfugge all'angusto guscio delle mie paure e preoccupazioni e si leva in alto verso Dio". Il terzo: "Dal silenzio. Quando tutto in me si è fatto silenzio, allora Dio può parlare". Il maestro risponde: "Avete risposto tutti esattamente. Tuttavia, v'è ancora un momento da cui prende avvio e che precede quelli da voi indicati. La preghiera inizia in Dio stesso. E' Lui ad iniziarla, non noi"."Bruno Ferrero
Ingredienti:
Per la sfoglia:

500 gr di farina 00 oppure 250 gr manitoba e 250 gr 00)
275 gr di acqua
25 gr di burro
8 gr di sale
60 gr di zucchero
20 gr di lievito di birra fresco

250 gr di burro per i giri della sfoglia


1 uovo per la spennellatura finale

Per il ragù:
500 gr  tritato
 1/2 cipolla,1 carota piccola, sedano,
150 gr piselli finissimi (anche in scatola), 
500 gr passata di pomodoro 
vino bianco,sale, pepe
Preparazione:

Soffriggere la cipolla,il sedano e la carota tagliuzzati finemente con l’olio extravergine d'oliva ed appena dorati aggiungere il tritato e  farlo rosolare a fuoco vivace, poi sfumare con il vino. Unire sale, pepe e la passata di pomodoro e far cuocere fino a quando il ragù non risulta denso, quasi asciutto.Circa 10 minuti prima di spegnere il ragù aggiungere i piselli (in scatola o comunque già cotti).Mentre faccio raffreddare il ragù lo metto in uno scolapasta per togliere l' eccesso di liquidi. Alla fine unire al ragù freddo pezzetti di mozzarella


Procedimentoper la pasta sfoglia:

Impastare tutti gli ingredienti nella planetaria o a mano, sale e burro a metà impasto, per circa 20 minuti, fino a che l'impasto è bello elastico. Mettere subito in frigo, coperto con pellicola, per 6 ore circa, a 4°/5° non di più.Per il seguito della procedura passo passo cercare la ricetta dei CORNETTI SALATI nella sezione RICETTE DI BASE oppure nella sezione PASTA SFOGLIA...
....e non appena è pronta, stendere la pasta sfoglia e ricavarne dei rettangoli 


in metà rettangolo aggiungere il ragù con dadini di mozzarella

chiuderli e spennellare la superficie   del fagottino col tuorlo dell'uovo

ed infornare a 180° fino a quando sono dorati 





domenica 5 maggio 2013

crostata con frolla Montersino e un trionfo fragoline

un'ottima crostata friabilissima con la ricetta della frolla di Montersino,e visto il periodo non potevano mancare le fragole! 
Un uomo fu condannato a 20 anni di carcere. Il suo problema era ovviamente ammazzare il tempo. 
Dopo alcuni mesi scoprì che alcune formiche risiedevano stabilmente sotto l'intonaco scheggiato della sua cella. Una di quelle formiche sembrava particolarmente dotata e il detenuto decise di ammaestrarla. Ci volle un sacco di pazienza, ma dopo cinque anni la formica ubbidiva agli ordini, ballava su un capello ben teso e faceva il doppio salto mortale. Altri cinque anni dopo, la meravigliosa (e longeva) formichina sapeva cantare tutte le canzoni di Sanremo. Cinque anni dopo la formica parlava correttamente quattro lingue. Stava per imparare la quinta quando l'uomo venne scarcerato. Si mise in tasca la preziosa formica nella speranza che gli servisse a guadagnare un mucchio di soldi esibendosi alla televisione. Uscito di prigione, andò diritto in un bar e, dopo aver bevuto, non resistette alla tentazione di sfoggiare la bravura della sua formica. La posò sul bancone e chiamò il barista: "Guardi questa formica!". Il barista, senza perdere un attimo di tempo schiacciò la formica dicendo: "La prego di scusarci signore". Tanti genitori ed educatori dedicano anni di fatica e di passione per educare i loro ragazzi. Spesso basta un attimo e il risultato di tanti sforzi va in rovina. Perché c'è sempre un malaugurato "barista" dietro l'angolo. E meglio addestrare elefanti che formiche.Bruno Ferrero



Alla ricetta di Montersino ho  aggiunto un cucchiaino di lievito per metà dose ;se si prepara la dose per intero,la frolla che non si utilizza si può congelare


INGREDIENTI:
- 400 gr di zucchero a velo
- 160 gr di tuorlo d'uovo
- 600 gr di burro ammorbidito
- 1 Kg di farina 00 setacciata
- 2 gr di sale (un pizzico)
- aromi (vaniglia, scorza  di limone, ecc.)PREPARAZIONE:setacciare la farina con il sale e il lievito(l'ho aggiunto io) e formare la fontana,fare un buco nel centro e metterci lo zucchero a velo,aggiungere i tuorli  sopra lo zucchero e  mischiarli bene con lo zucchero  (tenendo la farina sempre ai lati).Ora aggiungere il burro a pezzetti e la scorza di limone  e lavorare fino ad ottenere un impasto morbido.Far riposare la frolla in frigo per un'ora avvolta nella pellicola.
prima di utilizzarla dopo aver riposato,la frolla deve essere nuovamente lavorata un pò,perchè si rompe e non è facile da lavorare ,ma basta dividerla in pezzetti e reimpastarla ed è pronta per stenderla in una 
teglia imburrata e infarinata e infornare a 180° per 30 minuti circa.Io ho ricoperto il centro della crostata con carta da  forno e sopra ho  ho messo dei legumi secchi.

non appena la crostata si è raffreddata ho aggiunto la crema pasticcera
e fragole

fragoline

e aggiunto la gelatina chiara per frutta

Deliziosa!

lunedì 29 aprile 2013

torta minnie ginevra con pan di spagna senza lievito

Una ricetta di un buon pan di spagna senza lievito da farcire a piacere con ricotta o crema


Un vecchio rabbino domandò una volta ai suoi allievi da che cosa si potesse riconoscere il momento preciso in cui finiva la notte e cominciava il giorno.
"Forse da quando si può distinguere con facilità un cane da una pecora?"."No", disse il rabbino."Quando si distingue un albero di datteri da un albero di fichi?"."No", ripeté il rabbino."Ma quand'è, allora?", domandarono gli allievi. Il rabbino rispose: "E' quando guardando il volto di una persona qualunque, tu riconosci un fratello o una sorella. Fino a quel punto è ancora notte nel tuo cuore"."Abbiamo imparato a volare come gli uccelli, a nuotare come i pesci, ma non abbiamo imparato l'arte di vivere come fratelli" (Martin Luther King). Bruno Ferrero


Ingredienti:
6 uova
180 grammi di zucchero semolato
75 grammi di farina 00
75 grammi di fecola di patate
1 pizzico di sale
la scorza grattugiata di mezzo limone

Preparazione:

far  montare un robot da cucina  per 20 minuti  le uova intere,  lo zucchero e un pizzico di sale .
Poi aggiungere lentamente la farina e la fecola setacciate e giriamo con un mestolo facendo un movimento dal basso verso l'alto delicatamente.
Versare il composto in una teglia di 26 cm. circa, imburrata e infarinata.
Infornare a 160 gradi per  40 minuti circa .







giovedì 25 aprile 2013

spaghetti alla chitarra con spinaci e patè di olive nere





Deliziosissimi spaghetti alla chitarra con spinaci e patè di olive nere!

Un capomastro lavorava da molti anni alle dipendenze di una grossa società edile. Un giorno ricevette l’ordine di costruire una villa esemplare secondo un progetto a suo piacere. Poteva costruirla nel posto che più gradiva e non badare alle spese. I lavori cominciarono ben presto. Ma, approfittando di questa cieca fiducia, il capomastro pensò di usare materiali scadenti, di assumere operai poco competenti a stipendio più basso, e di intascare così la somma risparmiata. Quando la villa fu terminata, durante una festicciola, il capomastro consegnò al Presidente della società la chiave d’entrata. Il Presidente gliela restituì sorridendo e disse, stringendogli la mano: «Questa villa è il nostro regalo per lei in segno di stima e di riconoscenza».
Questi tuoi giorni sono i mattoni della tua casa futura…Bruno Ferrero
Ingredienti:
Per il patè:
olive nere 
olio extra vergine d'oliva
1 spicchio d'aglio 
 2 alici sott' olio

Per la pasta: 
spaghetti alla chitarra
spinaci lessi
pomodori secchi
1 spicchio d' aglio
Ricotta

Preparazione:per preparare il patè di olive nere ho frullato insieme le olive nere denocciolate ,l'aglio .le alici e l'olio. Ed è subito pronto ,ma per renderlo ancora più gustoso per aggiungerlo poi alla pasta ho aggiunto della ricotta

ed ho amalgamato il tutto


Poi in una pentola ho messo a soffriggere gli spinaci lessati e strizzati, uno spicchio d'aglio intero che poi ho tolto,e dei pezzetti di pomodoro secco. 


e non appena gli spaghetti erano cotti li ho passati in padella insieme al patè di olive e spinaci e fatto  cuocere per  1 minuto




Servire e mangiare subitissimoooo!












domenica 21 aprile 2013

genovesi di mariabianca

Dolcissime pasticciotte o genovesi come li chiama la mitica Mariabianca del blog panzaepresenza   da cui traggo ispirazione per tantissime ricette,sempre buone e soprattutto infallibili come questa!
Durante le vacanze, un uomo era uscito a passeggio in una foresta che si estendeva ai margini del villaggio dove si trovava. Errò per un paio d'ore e si perse. Girò a lungo nel tentativo di trovare la strada per tornare al villaggio, provò tutti i sentieri, ma nessuno lo portava fuori dalla foresta.
Improvvisamente si imbatté in un'altra persona che come lui stava camminando nella foresta e gridò: «Grazie a Dio c'è un altro essere umano. Mi può indicare la strada per tornare in paese?».
L'altro uomo gli rispose: «No, purtroppo anch'io mi sono perso. Ma c'è un modo per poterci essere d'aiuto: è quello di dirci quali sentieri abbiamo già provato inutilmente. Questo ci aiuterà a trovare quello che ci porterà fuori».
Un giorno, in un bosco molto frequentato scoppiò un incendio. Tutti fuggirono, presi dal panico. Rimasero soltanto un cieco e uno zoppo. In preda alla paura, il cieco si stava dirigendo proprio verso il fronte dell'incendio. «Non di là!» gli gridò lo zoppo. «Finirai nel fuoco!».
«Da che parte, allora?» chiese il cieco. «Io posso indicarti la strada» rispose lo zoppo «ma non posso correre. Se tu mi prendi sulle tue spalle, potremmo scappare tutti e due molto più in fretta e metterci al sicuro».
Il cieco seguì il consiglio dello zoppo. E i due si salvarono insieme.
Se sapessimo mettere insieme le nostre esperienze, le nostre speranze e le nostre delusioni, le nostre ferite e le nostre conquiste, ci potremmo molto facilmente salvare tutti.
Bruno Ferrero

Ingredienti:
1 kg farina 00
2 uova intere più due albumi
180 g di margarina
350 g di zucchero semolato
20 g di ammoniaca
100 ml di latte tiepido
2 bustine di vanillina
scorza grattugiata di limone
Preparazione:
Con la farina fare una conca e mettere tutti gli altri ingredienti e impastare bene.





condire la ricotta che precedentemente è stata messa a scolare perchè  deve essere asciutta ,e condire con zucchero e scaglie di cioccolato

 fare le sfoglie col  mattarello

Con una formina o un bicchiere ricavare  dei tondini 

mettere al centro delle cucchiaiate di ricotta

mettere sopra gli altri tondini di pasta e chiudere bene i bordi

Infornare a 180° fino a quando non saranno abbronzati...circa 20 minuti

 Spolverare con zucchero al velo e servire,buone sia calde che fredde, le mie son finite calde e prima di poter mettere lo zucchero al velo!
Brava Mariabianca!

martedì 16 aprile 2013

dado granulare vegetale


Oggi posto un'utilissima ricetta  che da questo momento in poi non mancherà più nella mia cucina, è un eccezionale dado granulare fatto in casa che è veramente impareggiabile!Ne utilizzo la stessa quantità di sale che metterei nel preparato, e così arricchisco di sapori meravigliosi risotti, minestroni,zuppe,sughi e quasi tutto ciò che preparo!La ricetta l' ho scovata nel blog dolce-amara,anche se ho aggiunto qualcosina... 

Il vecchio eremita Sebastiano pregava di solito in un piccolo santuario isolato su una collina. In esso si venerava un crocifisso che aveva ricevuto il significativo titolo di «Cristo delle grazie». Arrivava gen­te da tutto il paese per impetrare grazie e aiuto.Il vecchio Sebastiano decise un giorno di chiede­re anche lui una grazia e, inginocchiato davanti all'immagine, pregò: «Signore, voglio soffrire con te. Lasciami prendere il tuo posto. Voglio stare io sulla croce».Rimase silenzioso con gli occhi fissi alla croce, aspettando una risposta.
Improvvisamente il Crocifisso mosse le labbra e gli disse: «Amico mio, accetto il tuo desiderio, ma ad una condizione: qualunque cosa succeda, qualun­que cosa tu veda, devi stare sempre in silenzio».
«Te lo prometto, Signore».
Avvenne lo scambio.
Nessuno dei fedeli si rese conto che ora c'era Se­bastiano inchiodato alla croce, mentre il Signore aveva preso il posto dell'eremita. I devoti continuavano a sfilare, invocando grazie, e Sebastiano, fedele alla promessa, taceva. Finché un giorno...
Arrivò un riccone e, dopo aver pregato, dimenti­cò sul gradino la sua borsa piena di monete d'oro. Sebastiano vide, ma conservò il silenzio. Non parlò neppure un'ora dopo, quando arrivò un povero che, incredulo per tanta fortuna, prese la borsa e se ne an­dò. Né aprì bocca quando davanti a lui si inginoc­chiò un giovane che chiedeva la sua protezione pri­ma di intraprendere un lungo viaggio per mare. Ma non riuscì a resistere quando vide tornare di corsa l'uomo ricco che, credendo che fosse stato il giova­ne a derubarlo della borsa di monete d'oro, gridava a gran voce per chiamare le guardie e farlo arrestare.
Si udì allora un grido: «Fermi!».
Stupiti, tutti guardarono in alto e videro che era stato il crocifisso a gridare. Sebastiano spiegò come erano andate le cose. Il ricco corse allora a cercare il povero. Il giovane se ne andò in gran fretta per non perdere il suo viaggio. Quando nel santuario non ri­mase più nessuno, Cristo si rivolse a Sebastiano e lo rimproverò.
«Scendi dalla croce. Non sei degno di occupare il mio posto. Non hai saputo stare zitto».
«Ma, Signore» protestò, confuso, Sebastiano. «Dovevo permettere quell'ingiustizia?».
«Tu non sai» rispose il Signore, «che al ricco conv­eniva perdere la borsa, perché con quel denaro stava per commettere un'ingiustizia. Il povero, al contra­rio, aveva un gran bisogno di quel denaro. Quanto al ragazzo, se fosse stato trattenuto dalle guardie avrebbe perso l'imbarco e si sarebbe salvato la vita, perché in questo momento la sua nave sta colando a picco in alto mare».
Lo scrittore Piero Chiara, poco religioso, era molto ­amico dello scultore Francesco Messina, che era invece profondamente credente.Quando Chiara era prossimo alla morte, Messina si recò al suo capezzale e, prendendogli la mano, gli chiese:«Dimmi, Piero, come stai a fede?».Chiara lo fissò con gli occhi dolenti e rispose:«lo mi fido di te».Sono le parole più belle che possiamo dire ad un amico: «lo mi fido di te».È la preghiera più bella che possiamo rivolgere a Dio: «lo mi fido di Te».Bruno Ferrero


Ingredienti DI BASE:
cipolle 40%
sedano 30%
carote 30%
sale fino
funghi 4
zucchina 1
ELEMENTI AROMATICI :
prezzemolo
alloro 1 foglia
pepe nero (io non l'ho messo)
timo
rosmarino, pochissimi aghi
aglio 1 spicchio
Preparazione:

Pulire le cipolle, le carote e il sedano,i funghi e la zucchina e sminuzzatele. Poi  pesate la quantità di ortaggi puliti e misurate il 35-40% di sale fino.In tutto ho utilizzato Kg. 1 verdure 300 g sale
 Mettere tutto in una casseruola e aggiungete gli elementi aromatici  e far cuocere a fuoco medio, senza aggiungere acqua perche all'inizio le verdure rilasceranno tantissima acqua . Continuate a mescolare durante la cottura ( circa 30 min. per 1 kg di prodotto) . A fine cottura dovranno risultare ben asciutte.

 A questo punto ho frullato le verdure nel robot ed ho allargato il purea  di  verdure su una teglia per farle asciugare ed essiccare a 60°C in forno con lo sportello un poco aperto

Quando saranno ben asciutte mettetele nel robot e tritatele fino ad ottenere una polvere granulosa. 
Versate la polvere su una teglia da forno ricoperta con carta forno e mettetele ad asciugare ancora in forno per circa 50° C fino a quando non saranno asciuttissime.

Si conserva in vasetti ermetici, al riparo dalla luce e a temperatura ambiente .




domenica 14 aprile 2013

torta arancia tutta intera e caffè

una torta al'arancia e caffè,molto buona!

Un mattino, come spesso accadeva, il califfo Harun al-Rashid chiamò un indovino e gli raccontò il seguente sogno: ” Ho sognato che i miei denti cadevano l’uno dopo l’altro e alla fine la mia boccarestava senza denti. Cosa ne pensi?”“Oh! Signore, non è un buon segno. Il sogno significa che i tuoi parenti moriranno prima di te e tu rimarrai solo!” gli disse l’indovino.Il califfo si rattristò e si infuriò a tal punto che ordinò all’esperimento di non farsi più vedere. Quindi raccontò il sogno ad un’altro mago. Questi gli rispose: “Oh! mio signore, è un buon segno. Ilsogno prevede che la tua vita sarà lunga e che tu sopravviverai ai tuoi parenti e camperai più di tutti!”.Il califfo tutto contento disse:“Che bel sogno!”, e diede cento denari all’ esperto che lo aveva interpretato così bene. Poi chiamò il visir e gli ordinò di cercare il primo indovino e di chiedergli scusa per come era stato cacciato dal palazzo. In fondo, il primo gli aveva rivelato la medesima cosa, ma aveva sbagliato la maniera di dirla.Anche la verità più bruciante si può dire in modo gentile. La cortesia è l’intelligenza del cuore.

Ingredienti per uno stampo da 24 cm

1 arancia biologica 
3 uova 
180 g di zucchero 
200 g di farina 00 
50 g di fecola di patate
1 tazzina di caffè espresso, amaro e freddo
30 g di olio di oliva extravergine

8 g di lievito per dolci (1/2 bustina)
1 pizzico di sale

Preparazione:
Lavare bene l'arancia, asciugarla, tagliarla a pezzi e frullarla con l'olio in modo da ottenere una purea e mettere da parte.


 Sbattere con un robot per almeno 15 minuti le uova, con lo zucchero ed il sale fino a farli triplicare di volume. Unire l’olio,la purea d'arancia, le farine setacciate con il lievito ed il caffè. 

Versare il composto nello stampo  imburrato e cosparso di farina e cuocere in forno già caldo, a 180 °, per 30-40 minuti. 

e cuocere in forno già caldo, a 180 °, per 30-40 minuti.